Monthly Archives: February 2013

Le giuste motivazioni dello schifo

Quando ci si trova a spiegare il significato del termine zooerastia, nella maggior parte dei casi, oltre all’incredulità, il primo commento dell’interlocutore è “Che schifo!”.

Di primo acchito molti la giudicheranno una reazione corretta, ma non è così. Sebbene lo sconcerto dinanzi a questa pratica, ossia dell’accoppiamento fisico di un essere umano con un animale, sia “naturale” è doveroso soffermarsi su uno strumento comunicativo che rientra negli elementi essenziali dell’approccio dell’etologia relazionale: l’empatia1.

L’essere umano tende spesso a giustificare le proprie scelte ed opinioni con l’applicazione di canoni eticamente insostenibili. Un colpo di fucile che stronchi l’elegante incedere del cigno sullo specchio d’acqua di un lago suscita una reazione assai diversa da quella prodotta dal colpo della pistola da macellazione puntata alla testa di un suino.

L’uccisione dell’elegante cigno e l’abbattimento del sudicio maiale.

Una discriminazione fondata su canoni estetici – e non solo – derivati da un retaggio culturale talmente consolidato, da essere stato messo in discussione e smascherato nella sua deprivazione etica e sociale da un numero di persone ad oggi ancora drammaticamente esiguo.

Siamo talmente poco evoluti da permetterci di stabilire il grado di gravità di un’azione prendendo come riferimento la vittima, non il crimine. Commentiamo con profondo sdegno e furia gli abusi sessuali commessi sui minori, ma lo stupro di un animale ci suscita semplicemente ribrezzo. Lo stupro è “la costrizione mediante violenza o minaccia a compiere o subire atti sessuali. In proposito si parla comunemente anche di stupro o (nel caso abbia luogo la congiunzione carnale) di violenza carnale.”2

La violenza deve suscitare sdegno indipendentemente da chi ne sia la vittima, altrettanto dicasi per l’abuso sessuale e la sua connaturata vigliaccheria.

Violenza genera violenza, disse Martin Luther King nel 1958. Una teoria che nella società odierna viene confermata ogni giorno, ogni secondo.

Sono convinta che l’entità di dolore e sofferenza provocata dagli abusi sessuali commessi ai danni di un minore non sia inferiore a quella provocata dal medesimo crimine commesso su un adulto, sebbene il codice penale abbia sancito un chiaro distinguo. E ho la medesima convinzione circa la sofferenza provata dagli animali, convinzione che trova conferma in innumerevoli studi scientifici. La sensibilità, il terrore, il dolore, la disperazione, l’angoscia, i traumi non sono appannaggio esclusivo degli esseri umani. Alla luce di ciò, se vogliamo parlare di schifo, indirizziamo questa valutazione alla spietatezza, alla vigliaccheria, alla crudeltà di coloro che si macchiano di tale reato. Alla mercificazione di creature indifese che, nel bieco silenzio che è peculiarità di ogni sfruttamento, vengono “affittate” o vendute per essere stuprate fino a subire lesioni interne irreparabili e poi gettate perché ormai “inservibili”. Questo è lo schifo. E questo deve sdegnarci nel profondo, scuoterci il cuore, affinché giungiamo alla consapevolezza che l’adesione ad ogni iniziativa volta a smembrare le reti di omertà, tessute – per interesse o timore – intorno a questi orrori, rappresenta una responsabilità morale, civile e sociale per chiunque voglia dirsi essere umano e intenda dunque distinguersi da coloro che si macchiano di tali atrocità. Il vero trionfo dello schifo è la mancanza di compassione per chi è più indifeso.

 

B.Bacca

 

 

 

1 http://www.corsietologiarelazionale.it/iscrizionecorsi/2363-2/

 

2 Articolo 609 bis del Codice Penale italiano: «Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali: 1) abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento dei fatto; 2) traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona. Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi.» (Articolo aggiunto dell’art. 3, L. 15 febbraio 1996, n. 66)

 

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Mendoza, condannato per aver violentato un cavallo: “Stavo provando a concepire un centauro”

Andrew Mendoza di Wharton County – Texas, accusato bestialità per aver fatto sesso con il cavallo del vicino, durante l’arresto ha raccontato nei dettagli l’orribile vicenda, rinunciando al suo diritto di rimanere in silenzio.

Secondo la sua dichiarazione Mendoza stava aspettando la chiamata della sua ragazza …poiché lei non ha chiamato Mendoza ha deciso così di violentare il cavallo del vicino di casa.Forse un’inquietante ripicca?

Inizialmente non  era chiaro il motivo del folle gesto ma Mendoza ha poi specificato alla Polizia: <<Stavo cercando di mettere incinta il cavallo. Pensavo di far nascere un centauro.>>

Un centauro…non ci sono parole.

Mendoza, che già aveva alle spalle alcune denunce, si è comunque dichiarato colpevole. E ‘stato condannato a quattro mesi di carcere. Oltre a questa condanna avrebbe dovuto scontarne un’altra per violazione di domicilio e molestie su minori…non ha scontato nessuna delle due pene poiché si è impiccato nella sua cella.

Nella foto: A. Mendoza

Fonti:

http://www.trutv.com/library/crime/blog/2013/02/04/zoophile-i-was-trying-to-make-the-horse-have-a-baby/index.html

http://morallowground.com/2013/02/01/horse-rapist-andrew-mendoza-i-was-trying-to-make-a-horseman-baby/

mendoza


Pony…

La storia di Pony è una storia a dir poco raccapricciante…

Pony, l’Orangutan ,venne trovata dalla Fondazione Orangutan Survival, in un “villaggio/area di prostitute” nel Borneo, incatenata ad un muro e sdraiata su un materasso pieno di fluidi corporei: completamente rasata e coperta di punture di zanzare infette.

Ogni giorno veniva rasata in modo da renderla più attraente per i clienti che chiedevano sesso con lei. Sì, un orango era stato rasato e utilizzato come una prostituta, agghiacciante.

Utilizzata come schiava del sesso, nulla di più orribile. Forse aveva sei o sette anni quando venne salvata dalla Fondazione Orangutan Survival , probabilmente era tenuta prigioniera dalla proprietaria della casa di appuntamenti da molto tempo.

La signora in questione ha rifiutato più volte di abbandonare l’animale poiché tutti “amavano”Pony, ed era troppo redditizia.

La Fondazione Orangutan Survival, ha impiegato un anno per salvare Pony poiché ogni volta che si sono presentati al villaggio venivano minacciati armi alla mano.

Fortunatamente, alla fine, La Fondazione riuscì a raccogliere il denaro necessario per assoldare 35 poliziotti dotati di AK 47s costringendo la donna a liberare Pony con la minaccia di una strage se non avesse ascoltato la loro richiesta.

Nonostante questa orribile storia nessuno è stato mai denunciato per questo terribile abuso, nessuno…

Nella foto, Pony (credit save  orangutans)

Fonte:

http://www.theperfectworld.com/petitions/item/35-pony-the-orangutan-prostitute

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Arrestato soldato per crimine di zooerastia…un’altra volta

Ottobre 2012

Un uomo di 31 anni, membro della Canadian Forces Base di Shilo (base militare) è stato accusato di aver proposto ad una donna di unirsi a lui per atti di zooerastia – pochi giorni dopo essere stato arrestato per lo stesso reato.

La polizia ha dichiarato che è arrivata una denuncia da una donna: ha detto loro che il 2 ottobre un uomo, su un sito di incontri online, le ha chiesto di partecipare ad atti sessuali con un cane.

Il sospetto è stato arrestato Martedì 23 Ottobre.

Questo arresto segue il precedente, avvenuto il 28 settembre per reati simili che coinvolgevano però un’altra donna, reato che presumibilmente si è verificato 10 settembre. Il soldato in quell’occasione venne rilasciato con precise restrizioni, dopo che la Polizia  sequestrò il computer dalla sua casa nei pressi di Brandon, a circa 215 km a ovest di Winnipeg.

Purtroppo non conosciamo l’esito dell’udienza, che c’è stata il 29 ottobre, per l’accusa di adescamento, rapporti sessuali illeciti, bestialità e diffusione di materiale osceno: sul web non si trovano ulteriori fonti in merito.

 

Fonte:

http://www.thepeterboroughexaminer.com/2012/10/24/soldier-charged-with-bestialityagain

 


L’Urlo Animale RadioLiveMusic

L’urlo Animale è un programma radiofonico interamente dedicato agli animali, che va in onda su www.radiolivemusic.com tutti i martedì, alle 20:00.

Tema della prossima puntata

Martedì 5 febbraio 2013 alle ore 20,00  17° P.ta: Intervista a LUIGIA PARCO dell’ASSOCIAZIONE GAIA ONLUS sulla situazione disperata dei canili della Puglia e le relative iniziative – Vivisezione – Zooerastia – Appelli ed Eventi

 

Diciassettesima puntata de L’Urlo Animale, un programma radiofonico interamente dedicato agli animali. Non mancate ed estendete l’invito al maggior numero di persone possibile. Più siamo, maggiore è la speranza che qualcosa possa migliorare.

Vi ricordo che Radio Live Music è una web radio www.radiolivemusic.com e può dunque essere ascoltata ovunque nel mondo. OVUNQUE VOI SIATE, VI BASTA UN COMPUTER E LA CONNESSIONE A INTERNET. Se con Firefox avete problemi, Chrome ed Explorer dovrebbero funzionare bene. Potete ascoltarci anche su iPad e iPhone, etc. Basta scaricare TUNEIN e cercare “Radio Live Music”.
FB event http://www.facebook.com/events/338846319561190/
Per ogni ulteriore informazione potete scrivere a info@urloanimale.org.

Grazie a tutti!
Barbara
www.urloanimale.org

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